Non si fa che parlare di e-book negli ultimi tempi. E spesso s’intende con questo termine sia il libro in formato elettronico sia il supporto (hardware e software) che consente di utilizzarlo.
Ecco, a volte un po’ di confusione c’è. Per i più geek, possessori più o meno freschi di kindle & co, ormai tutto appare chiaro. Ma ci sono tante persone che (volenti o nolenti) dovranno presto confrontarsi con l’evoluzione in atto del libro e dell’editoria ma non sanno da dove partire.
Per tutti questi (redattori editoriali e bibliotecari, insegnanti e formatori, giovani laureati e via dicendo) e per chiunque sia interessato a un approfondimento su queste tematiche, l’Università degli Studi della Tuscia ha progettato “E-bookLearn“, il primo corso online di formazione su e-Book ed editoria digitale.
Obiettivo formativo specifico del corso, dedicato a “Il futuro del libro: dai testi in rete agli e-book“, è quello di fornire ai partecipanti una competenza di livello avanzato sulle tendenze più recenti del mondo dell’editoria elettronica, con particolare riferimento al settore dei libri elettronici, o e-book.
Lo Staff è lo stesso (espertissimo e ormai consolidato) del Master in elearning della stessa Università: Gino Roncaglia e Francesco Leonetti, insieme a Paola Contu, Renata De Natale, Lidia Faraldi, Angela Iaciofano. E probabilmente ci sarò anche io, questa volta anche come tutor (non so se questa sia una buona notizia per i futuri iscritti
La prima edizione del corso avrà la durata di 2 mesi, si svolgerà (esclusivamente online) dal 20 febbraio al 20 aprile 2010. Tutte le informazioni sul sito del corso: UniTuscia E-bookLearn

Con la stessa mi viene offerta la possibilità di aprire una casella
Lunedì 19 ottobre primo appuntamento alla 

Un viaggio della memoria, dopo quasi 30 anni. Questo è stato il mio breve ritorno nella città della Spagna che più amo:
Nei primi due mesi passati nel mio nuovo ufficio, in un ente pubblico, ho fatto caso a un particolare sconcertante: in quel posto la maggior parte delle persone che si incontrano nei corridoi non saluta. Se non sono impegnate a parlare tra loro a gruppetti, sfilano silenziosamente con lo sguardo nel vuoto, evitando accuratamente di incrociare altri occhi. Io saluto tutti. Tutti quelli che incontro: impiegati di qualsiasi livello, operai, personale delle pulizie… Per educazione, in primo luogo. Me l’hanno insegnato da bambina e non sono riuscita a disimpararlo. Ma anche, e soprattutto, perché trovo tristissimo un luogo di lavoro così anonimo e impersonale, un posto dove la gente fa finta di non conoscersi, magari per anni, dove l’indifferenza e la maleducazione -tanto per chiamare le cose con il loro nome- fanno parte della quotidianità.
Da poco ho un nuovo lavoro in una PA. Un contratto di consulenza biennale. Non è certo la prima volta, ne ho girate diverse di Amministrazioni pubbliche negli ultimi anni. Questa però batte tutti i record per complicazione.