me queda la palabra

16 Ottobre 2009

La musica che ti gira intorno

Archiviato in: eventi, musica — ChC @ 9:12 pm
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Lunedì 19 ottobre primo appuntamento  alla Casa del jazz di Roma con “Jazz Colors – la musica che ti gira intorno“, guida all’ascolto a cura di Alfredo Saitto. Si tratta di un ciclo di 12 incontri sul jazz e le sue contaminazioni.

In questa puntata si parlerà di jazz e Brasile e a eseguire alcuni brani dal vivo ci sarà Marina De Sanctis, ottima interprete proprio di musica brasiliana (nonché mia insegnante di canto :) )

14 Ottobre 2009

Biglietti da visita co-branding

Archiviato in: lavoro, professione, vita — ChC @ 10:36 pm
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Scatto originale di Mara Celani per ChiaracalParecchio tempo fa avevo dedicato un post ai biglietti da visita. In realtà  i dubbi espressi allora sulla composizione dei malefici cartoncini erano solo il sintomo della (momentanea) perdita dell’identità professionale.  Dopo aver lasciato un ruolo in una azienda mi era difficile provare a definirmi solo per me stessa e non in relazione a qualcuno per cui lavoravo.

Parecchia acqua è passata sotto i ponti e oggi non ci provo neanche più a definirmi su un biglietto da visita. Non mi sembra più necessario. Quel rettangolino di carta  oggi contiene serenamente solo nome e cognome (niente titoli), cellulare, skype. Tutto qui.
Chi sono e cosa faccio lo si può trovare in rete.

Per questo sono proprio felice di aver appena ordinato su moo.com le mie nuove mini card: una micro operazione di co-branding con la mia amica Mara, straordinaria archi-fotografa, che mi ha regalato alcuni suoi bellissimi scatti. Quindi,  su un lato del biglietto ci saranno le sue foto (firmate), sull’altro… solo io :)

6 Ottobre 2009

“La P38 e la mela”

Mercoledì 7 ottobre a Roma (Palazzo Marini, ore 17.30), l’amico Pio Cerocchi presenta il suo ultimo libro, La P38 e la mela (edizioni Itaca) scritto insieme a Saverio Allevato.

Il libro racconta le origini della comunità di Comunione e Liberazione a Roma, il suo sviluppo negli anni Settanta intrecciato profondamente con personaggi e avvenimenti che hanno segnato la storia italiana: dalla fondazione de Il Sabato e del Movimento Popolare, all’amicizia con Aldo Moro, dagli incontri con Giovanni Paolo II, fino agli attacchi politici e alle violenze culminate con il grave ferimento di Lucio Brunelli e con l’omicidio del poliziotto Mariano Romiti. E’ proprio l’omicidio di Romiti da parte delle Br l’episodio centrale  del libro, da cui deriva anche il titolo:
Si era preparato ad affrontare un nemico armato e risoluto, invece Romiti si lasciò ammazzare senza un gesto. Dario prima di scappare prese la sua borsa, certo che contenesse un’arma che avrebbe fatto comodo all’organizzazione. C’era solo una mela“.

Con Allevato e Cerocchi ci saranno Giulio Andreotti, Massimo D’Alema, Franco Marini e Roberto Formigoni. Moderare il dibattito il professor Massimo Borghesi, dell’Università di Perugia.

6 Luglio 2009

con destino Salamanca

Archiviato in: viaggi, vita — ChC @ 10:13 pm
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destino_salamancaUn viaggio della memoria, dopo quasi 30 anni. Questo è stato il mio breve ritorno nella città della Spagna che più amo:  Salamanca, dove ho studiato tanto, tanto tempo fa. Ci sono tornata in treno, come allora, ma questa volta con mia figlia, che ha 16 anni, mentre io, la prima volta, ne avevo 19.
Ho ritrovato tutto, come un tempo: la casa dove abitavo, il primo collegio, l’Università, la Plaza Mayor, il Puente Romano, le due Cattedrali… tutto intatto. Un po’ più ripulito di un tempo, ma non stravolto. E sì che la pauradi rimanere delusa era tanta. Ma questi due giorni scarsi di soggiorno mi hanno lasciato una gran voglia di ritornarci al più presto.

3 Giugno 2009

Un saluto farebbe la differenza

Nei primi due mesi passati nel mio nuovo ufficio, in un ente pubblico, ho fatto caso a un particolare sconcertante: in quel posto la maggior parte delle persone che si incontrano nei corridoi non saluta. Se non sono impegnate a parlare tra loro a gruppetti, sfilano silenziosamente con lo sguardo nel vuoto, evitando accuratamente di incrociare altri occhi. Io saluto tutti. Tutti quelli che incontro: impiegati di qualsiasi livello, operai, personale delle pulizie… Per educazione, in primo luogo. Me l’hanno insegnato da bambina e non sono riuscita a disimpararlo. Ma anche, e soprattutto, perché trovo tristissimo un luogo di lavoro così anonimo e impersonale, un posto dove la gente fa finta di non conoscersi, magari per anni, dove l’indifferenza e la maleducazione -tanto per chiamare le cose con il loro nome- fanno parte della quotidianità.
Non c’è da stupirsi poi se tutti hanno un’aria scocciata, se non perdono occasione per lamentarsi del lavoro e dei colleghi, se c’è così poca collaborazione tra un ufficio e un altro…

4 Maggio 2009

Semplificazione amministrativa

Archiviato in: lavoro, professione, pubblica amministrazione, semplificazione — ChC @ 3:57 pm

Da poco ho un nuovo lavoro in una PA. Un contratto di consulenza biennale.  Non è certo la prima volta, ne ho girate diverse di Amministrazioni pubbliche negli ultimi anni. Questa però batte tutti i record per complicazione.

Dopo il mio primo mese di collaborazione è venuto il momento del pagamento della prima parcella. Mi è stato spiegato dalla gentile signora che se ne occupa che per poter disporre il pagamento il responsabile dell’ufficio dovrà consegnarle ogni (OGNI!) mese:

  1. una relazione dettagliata sull’attività  in quei 30 giorni da me redatta e da lui controfirmata;
  2. copia debitamente compilata dell’atto con cui si dispone il pagamento;
  3. una decina di pagine di moduli compilati con tutte le informazioni fiscali, previdenziali ecc.;
  4. copia dell’autorizzazione da lui ricevuta a suo tempo per poter avviare il mio contratto;
  5. copia del contratto.

In totale una quindicina di fogli, rigorosamente consegnati a mano in formato cartaceo, non certo inviati  in formato elettronico.

Pensavo che scherzasse e mi veniva da ridere.  Viva la faccia della semplificazione!

3 Marzo 2009

Elogio della fuga

Archiviato in: libri, viaggi, vita — ChC @ 11:31 am
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“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.”
Henry Laborit, Elogio della fuga

29 Gennaio 2009

Social network e rappresentazione di sé

Archiviato in: internet, leggo anche, vita — ChC @ 11:00 pm
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Girando per vari social network, da facebook a twitter, da linkedin a friendfeed e via dicendo, è già da diverso tempo che non riesco a distogliere l’attenzione dalle foto che gli iscritti pubblicano sui propri profili e con le quali decidono perciò di rappresentarsi.

Alcuni atteggiamenti-tipo sono ricorrenti:

c’è il diffidente che, sì, si è iscritto, ma la faccia proprio no, quella non ce la mette e al posto della propria foto carica un’immagine d’altro tipo, paesaggio  o pupazzetto che sia, a mo’ di avatar, anche se non siamo su second life.

C’è il prudente, quello che la propria foto la inserisce, ma da lontano, che si vede e non si vede, perché “mi sono iscritto ma non so ancora se mi va di metterci la  faccia”.

C’è il rilassato, che carica sul profilo una foto “normale”, più o meno sorridente, per presentarsi agli altri così com’è e farsi riconoscere, perché “diamine! che ci stai a fare su feisbuc  sennò?”.  Non ha particolari aspettative se non quella di incontrare e connettersi a persone che conosce.

C’èi l narciso-egocentrico, che inserisce nel profilo non una ma 150 foto, le cambia di continuo perché è convinto che una vasta platea non aspetti altro che vedere “come apparirà oggi?”. E si bea della propria immagine.

Ma la mia passione sono quelli che sul social network scoprono la propria occasione unica per rappresentare la parte di sé che nella vita reale non hanno la possibilità o il coraggio di tirar fuori.
E così spuntano, inaspettate, foto “piacionissime” nei profili virtuali di persone insospettabili: profili misteriosi, sguardi maliardi, ghigni  da pantera, broncetti sensuali…

Ecco che trovi l’amico, da trent’anni impeccabile e fin troppo compito nei suoi completi classici, che ti accoglie su facebook a torso nudo; la vecchia compagna di scuola, ormai inesorabilmente sovrappeso, che sfoggia sullo schermo del tuo PC un primo piano (meglio nascondere il resto!) tiratissimo e aggressivo della serie “se non sono Angelina Jolie poco ci  manca!”; il professionista preparato e intelligente che incontri in tutti i convegni e barcamp che camuffa il suo quotidano aspetto da supplì in un’immagine “che manco George Clooney”…

Insomma, gli incontri nelle “piazze” della rete riservano sorprese, spesso divertenti, a volte un po’ patetiche. Ma in fondo anche questo è un modo per conoscere delle persone che incontri  aspetti della personalità che altrimenti non vedresti mai.

(E mi chiedo inevitabilmente chissà cosa vedono gli altri nel mio modo di rappresentarmi?)

24 Gennaio 2009

Sabato al Kublai Camp

Archiviato in: eventi, leggo anche — ChC @ 8:27 am

20 Gennaio 2009

Mujeres en la cresta de la ola

Archiviato in: eventi, film — ChC @ 8:05 pm
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L’Instituto Cervantes di Roma organizza nella propria sede una rassegna cinematografica, Mujeres en la cresta de la ola, dedicata alla nuova generazione di donne registe, le cui opere fanno parte del miglior cinema spagnolo degli ultimi anni.

Tutti i giovedì alle 21.00 dal 22 gennaio al 19 marzo 2009
Ecco il programma:

22 gennaio
El alquimista impaciente

29 gennaio
Te doy mis ojos

5 febbraio
La vida secreta de las palabras

12 febbraio
Cosas que nunca te dije

19  febbraio
Flores de otro mundo

26 febbraio
Héctor

5 marzo
Sé quién eres

12 marzo
Poniente

19 marzo
La doble vida del faquir

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