… me queda la palabra

2 Luglio 2008

Curriculum: lo allego o non lo allego? questo è il dilemma

Archiviato in: lavoro, professione — Tag: — chc @ 3:48 pm

interrogativoEravamo in tre, coetanei (non proprio… neolaureati, diciamo), tutti e tre in cerca di un nuovo lavoro, per motivi diversi. Prendevamo un caffè dopo pranzo alla Mondadori vicino a Fontana di Trevi, e il discorso è caduto casualmente sul faticosissimo lavoro di promozione di sé. Abbiamo così scoperto di avere idee diverse sull’invio del proprio curriculum via email. La Bionda lo manda in attach e ha una email standard che spara a tutti. Il Secco ed io invece siamo concordi nel non spedire mai il CV in allegato in prima battuta, se non espressamente richiesto. Il principio è: un brevissimo profilo nel corpo della email, dichiazione di disponibilità a mandare su richiesta un curriculum esteso e, soprattutto, da un po’ di tempo a questa parte un bel link al proprio profilo su linkedin.
Io inoltre ho confessato di aver smesso da tempo di mandare email standard, sempre uguali a tutti. La scrivo di volta in volta, “sulla persona” a cui la sto inviando. E costruisco anche quelle poche righe di autopresentazione sempre diversamente, cercando di mettere in evidenza quello che più potrebbe interessare a quella persona, in quel contesto…
Detta così sembra una strategia raffinata. In realtà è lecito nutrire qualche dubbio sulla sua efficacia, visto che finora sono riuscita a rimediare solo due contratti di 6 mesi ciascuno :-))
Se qualcuno ha sperimentato un metodo migliore per “vendersi” professionalmente, sarei felice di prendere ispirazione.

30 Giugno 2008

Biglietto da visita

Archiviato in: professione — Tag: — chc @ 8:52 am

biglietti da visitaErano mesi che pensavo di dovermi dotare di un biglietto da visita ma non riuscivo a decidermi. Sembra facile… Quando lavori per un’azienda, sia da consulente sia da dipendente, ci pensano loro. Ti danno un ruolo, ti definiscono e fanno in modo che ti presenti per quello che sei relativamente a loro. Quando metti in mano a qualcuno quel rettangolino di carta, che magari neppure ti piace, puoi dare per scontate diverse cose.
Quando invece lavori da solo devi scegliere come presentarti in estrema sintesi. E qui nasce il problema. Almeno per me. Definirmi. Come faccio a definirmi sinteticamente dando l’idea di quel che so fare in una o due parole? Scrivere “giornalista” (in quanto iscritta all’OdG) non dice assolutamente nulla… Nell’immaginario collettivo il giornalista è quello che sta nella redazione di un giornale, di una TV o magari di una radio… Nulla di tutto questo attualmente. Perciò no.  Dovrei inventare una definizione, che abbia a che fare con la conoscenza del web, con l’esperienza della comuncazione in rete… ma non mi viene in mente nulla. E perciò credo che mi limiterò a bel Nome Cognome, email, contatto skype e lascerò ad altri canali comunicativi la spiegazione di che cosa so fare.

20 Giugno 2008

Grandi amori

Archiviato in: vita — Tag:, , , — chc @ 3:53 pm

Micia e PCAnche alla mia micia sembra piacere molto il nuovo, delizioso Eee Pc Asus che mi è stato da poco regalato. Sfiziosissimo. Io devo ancora abituarmi al nuovo sistema operativo ma lei sembra perfettamente a suo agio… con il nuovo harware!

Gatti e Pc… Sono soddisfazioni ;-)

13 Giugno 2008

Categorizzazioni

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole, vita — chc @ 7:00 pm

magazine corriere della seraMi sono imbattuta sul Magazine del Corriere della sera di giovedì scorso nell’articolo “Ritrovare lavoro” di Luisa Pronzato. Non ero preparata psicologicamente a rispecchiarmi in una categoria, quella descritta nel pezzo: Una tristissima carrellata di miei più o meno coetanei che in comune hanno la difficoltà di ritrovare lavoro dopo aver lasciato (o essere stati lasciati) l’ultima occupazione.
Finora non mi ero sentita ancora parte di un fenomeno sociale riconosciuto. Potrebbe essere confortante (della serie: non dipende da me, ma è la congiuntura che è avversa). Invece m’ha dato un magone infinito. Questo è uno di quei casi in cui l’unione non fa la forza ma acuisce la debolezza.

3 Giugno 2008

Homo bradipus

Archiviato in: lavoro, vita — chc @ 5:25 pm

bradipoTrovarsi a lavorare con un esemplare della specie dell’homo bradipus è quanto di più devastante possa capitare ad un tipo spiccialetti come me.
L’homo bradipus, tanto per intenderci, è quello che parla a voce bassa, lentissimamente, riflette su ogni cosa, pure quando deve dirti solo come si chiama. Che pensa a voce alta e ti illustra nel dettaglio ogni minuto passaggio che suo cervello. E’ quello che ti dice: “stavo pensando a una domanda da farti. [pausa] E la domanda che volevo farti è la seguente: [pausa] perché….”
L’homo bradipus non è uno sciocco, spesso è colto e preparato ma… è mortalmente leeeeento! Ed io non ho pazienza!

31 Maggio 2008

E’ ora di ricominciare

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — chc @ 1:08 pm

Dopo lunghi mesi, forse è ora di ricominciare. Non è stato facile affrontare il cambiamento ma - fatti un po’ di conti - il cambiamento è sempre di gran lunga preferibile alla stagnazione.  C’è adrenalina, c’è ansia, c’è abbattimento e c’è euforia. Ma cambiare è vivere. Pensavo che le difficoltà lavorative mi avrebbero abbattuto di più. (E invece sono ben altre le cose che abbattono…)
Certo, rimediare contratti di apparente prestigio (e pochissimi soldi) e non riuscire a far nulla non è la soluzione migliore per chi cerca più una conferma delle proprie capacità che un’occasione di mero guadagno. E’ buffo, ti guardano tutti come fossi un marziano quando insisti per non stare con le mani in mano, per produrre qualcosa.
Comunque sia, niente si spreca. Si gira, si fanno cose, si vede gente, ci si organizza. Bisogna solo avere un po’ di pazienza (io non ne ho tanta, a dir la verità, è per questo che mordo un po’ il freno).
In fondo adesso ho finalmente preso coscienza che sono una “libera professionista” e che questo va bene per me. Non credo che ce la farei ormai a timbrare un cartellino ogni mattina.  L’importante è accorgersene.

30 Maggio 2008

Boccata d’ossigeno

Archiviato in: vita — chc @ 7:09 pm

Ogni tanto una breve email può essere una boccata di ossigeno nell’apnea emotiva. Anche se non parla di quello che vorresti, ti dà pur sempre un respiro.

8 Ottobre 2007

Cosa farò da grande?

Archiviato in: lavoro — chc @ 3:31 pm

E’ questo il punto. Cosa voglio fare? In quale settore vorrei lavorare? Ho le idee un po’ confuse. Quanto ai contentuti, da una parte vorrei tornare agli antichi amori (politiche sociali), dall’altra non posso prescindere dall’esperienza della rete e delle tecnologie della comunicazione che ho vissuto negli ultimi 7 anni. Vorrei coniugare una passione mai dimenticata con gli strumenti che acquisito. Ma poi ci sono interessi mai coltivati abbastanza per mancanza di tempo che invece potrebbero invece essere un campo d’azione professionale… Questo per quel che rigurarda i contenuti.
Quanto invece alla struttura, be’ lì non cerco cose tanto diverse: mi interessa comunicare, quello che ho fatto finora. E mi interessa farlo con gli strumenti che so usare e con quelli che potrei imparare ad usare d’ora in avanti. Insomma, quanto ai mezzi non ho voglia di fermarmi, ma di scoprire le novità che sono l’unica cosa che ti tiene viva la mente.
Ma qui arriva il punto: la scelta dei soggetti a cui inviare il curriculum (che in genere ti ignorano). Finora ne ho inviati qui e là, a soggetti molti diversi, ma senza un filo conduttore. E’ arrivato il momento di riorganizzare le idee e di mettersi “al lavoro” con un po’ di coerenza!

26 Settembre 2007

Guardando al futuro: la mia Itaca

Archiviato in: parole, poesia — chc @ 5:55 pm

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Costantinos Kavafis

23 Settembre 2007

Una poesia che mi frulla in testa

Archiviato in: parole, poesia — chc @ 3:43 pm

Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l’immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.

Invece io, dopo le vene
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel piccolo volo
che ti confonde il viso.

Patrizia Cavalli

Articoli più vecchi »

Blog su WordPress.com.