me queda la palabra

23 Settembre 2007

Una poesia che mi frulla in testa

Archiviato in: parole, poesia — ChC @ 3:43 pm

Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l’immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.

Invece io, dopo le vene
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel piccolo volo
che ti confonde il viso.

Patrizia Cavalli

1 Commento »

  1. E’ davvero un bel brano poetico. Sottile, delicato, profondo… In effetti le creazioni forse più belle sono quelle non vedono la luce, i disegni che regaliamo o le poesie che accenniamo all’orecchio di una persona amica, ancora grezze, senza trascriverle. Opere in nuce, che non nasceranno mai…

    ciao

    ____________________________
    apolide ti invita a visitare il suo BLOG

    Commento di apolide — 24 Settembre 2007 @ 10:56 pm


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