Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l’immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le vene
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel piccolo volo
che ti confonde il viso.
Patrizia Cavalli
E’ davvero un bel brano poetico. Sottile, delicato, profondo… In effetti le creazioni forse più belle sono quelle non vedono la luce, i disegni che regaliamo o le poesie che accenniamo all’orecchio di una persona amica, ancora grezze, senza trascriverle. Opere in nuce, che non nasceranno mai…
ciao
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Commento di apolide — 24 Settembre 2007 @ 10:56 pm