me queda la palabra

13 Giugno 2008

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Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole, vita — ChC @ 7:00 pm

magazine corriere della seraMi sono imbattuta sul Magazine del Corriere della sera di giovedì scorso nell’articolo “Ritrovare lavoro” di Luisa Pronzato. Non ero preparata psicologicamente a rispecchiarmi in una categoria, quella descritta nel pezzo: Una tristissima carrellata di miei più o meno coetanei che in comune hanno la difficoltà di ritrovare lavoro dopo aver lasciato (o essere stati lasciati) l’ultima occupazione.
Finora non mi ero sentita ancora parte di un fenomeno sociale riconosciuto. Potrebbe essere confortante (della serie: non dipende da me, ma è la congiuntura che è avversa). Invece m’ha dato un magone infinito. Questo è uno di quei casi in cui l’unione non fa la forza ma acuisce la debolezza.

31 Maggio 2008

E’ ora di ricominciare

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 1:08 pm

Dopo lunghi mesi, forse è ora di ricominciare. Non è stato facile affrontare il cambiamento ma – fatti un po’ di conti – il cambiamento è sempre di gran lunga preferibile alla stagnazione.  C’è adrenalina, c’è ansia, c’è abbattimento e c’è euforia. Ma cambiare è vivere. Pensavo che le difficoltà lavorative mi avrebbero abbattuto di più. (E invece sono ben altre le cose che abbattono…)
Certo, rimediare contratti di apparente prestigio (e pochissimi soldi) e non riuscire a far nulla non è la soluzione migliore per chi cerca più una conferma delle proprie capacità che un’occasione di mero guadagno. E’ buffo, ti guardano tutti come fossi un marziano quando insisti per non stare con le mani in mano, per produrre qualcosa.
Comunque sia, niente si spreca. Si gira, si fanno cose, si vede gente, ci si organizza. Bisogna solo avere un po’ di pazienza (io non ne ho tanta, a dir la verità, è per questo che mordo un po’ il freno).
In fondo adesso ho finalmente preso coscienza che sono una “libera professionista” e che questo va bene per me. Non credo che ce la farei ormai a timbrare un cartellino ogni mattina.  L’importante è accorgersene.

16 Settembre 2007

Non tutti i mali vengono per nuocere

Archiviato in: disoccupazione, parole — ChC @ 12:54 pm

In questi giorni ho parecchio tempo per riflettere. E naturalmente mi arrovello sulla condizione attuale che, paradossalmente, presenta persino diversi lati positivi. Per esempio:

  1. Intanto si può finalmente andare in palestra di mattina, a mente fresca e corpo riposato, per affrontare la mitica lezione dell’istruttrice bravissima che ti scrocchia dalla testa ai piedi e ti fa sentire sportivissima.
  2. ci si può dedicare al turismo locale, facendo infine l’agognato giro della città in bus turistico, ben confusa tra la folla di turisti giapponesi e russi.
  3. si può andare a mostre/musei sempre relegati in fondo alla lista di tutte le attività possibili nella vita frenetica
  4. varie ed eventuali

Magari, tra un’attività ricreativa, una visita culturale, un pranzo e/o cena con le amiche, un passaggio dall’estetista… si può provare anche a mandare qualche curriculum in giro.

30 Luglio 2007

Colpi di scena e situazioni dubbie

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 3:06 pm

Contrordine. O forse no. Non sono più disoccuputa. O forse sì. La situazione non è chiara. L’azienda è tornata nelle mani del suo fondatore, che stava per esserne espropriato. Allora tutto tornerà come prima? Per (quasi) tutti, ma forse per me. In questa complicata vicenda sono stata iscritta nel registro nero dei “cattivi”, per aver dato le dimissioni tardivamente. E’ stato considerato riprovevole l’aver ritardato e gretta la motivazione economica: contare almeno su 2 ultime mensilità (con il preavviso). Dopo sette anni di contratto precario che non prevede ovviamente nessun tipo di liquidazione, vuoi pure preoccuparti di 2 mesi di stipendio?!

24 Luglio 2007

Non mi resta che piangere

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 5:05 pm

Ho spedito la lettera di dimissioni. Oggi. Se di dimissioni si può parlare nel caso di un contratto cocopro. Qualunque cosa fosse quel foglio di carta, redatto con cura secondo le rigorose indicazioni del marito/avvocato, è stato spedito. Era un po’ che l’avevo preparato ma qualcosa mi tratteneva… Mi è sempre così difficile scrivere la parola fine sulle cose. Eppure non c’era altra scelta. Quel che resta dell’azienda in cui ho lavorato per 7 anni non è altro che uno zombie. E’ necessario trovare altre strade, anche se al momento ho qualche dubbio che se ne possano aprire. Sarà il caldo, sarà lo stress, sarà… ma non riesco a pensare positivo al momento.
Mi ero ripromessa di tracciare qui un diario autoironico di questa vicenda, ma al momento lo sconforto prevale e non riesco a riderci troppo su. Sarà meglio riprovare in un altro momento.

16 Luglio 2007

Futuro

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 6:19 pm

CasalingaHo mandato in giro un po’ di curriculum, ma finora nessuno mi si fila. Il mio destino è quello della casalinga? Lustrare inutilmente una casa dove i figli stanno sempre meno e il marito è di passaggio la sera, ma sogna avventurose escursioni in montagna?
Ironia del destino:  ho passato anni faticosi in cui con i figli piccoli investivo interamente i miei (scarsi) guadagni per pagare tate e colf che mi consentissero di mantenere un piedino nel mondo del lavoro. Un sacrificio necessario, mi dicevo. Non ho messo da parte un soldo ovviamente, pensando di investirli per garantirmi un futuro professionale, non appena i figli fossero cresciuti e divenuti più autonimi. Be’, ora che quel momento è arrivato, ora che i figli sono al liceo e vanno dovunque per conto loro, proprio ora io rischio di trasformarmi mio malgrado in quella casalinga che non ho mai voluto essere prima. A

13 Luglio 2007

La nonna di Cenerentola

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 4:00 pm

cenerentolaDopo diversi anni passati credendo di aver raggiunto qualcosa, una minima realizzazione professionale o anche solo un equilibrio, può capitare di trovarsi senza più nulla nel giro di pochi giorni. Eri “qualcuno” in una azienda, avevi un certo ruolo… e poi puff, l’incantesimo è finito e la tua carrozza, faticosamente trainata per anni, è tornata una zucca. Il principe azzurro non c’è mai stato e… e tu non sei Cenerentola, ma sua nonna! Ebbene sì, sua nonna. Perché nel mondo del lavoro a questa età sei una scarpa vecchia. E non contano lauree, lingue parlate, e lunghissima e variegata esperienza professionale. Sei un ciabatta. E sicuramente c’è tanta altra gente più giovane di te che può fare le stesse cose che fai tu.
Fatto sta che hai voglia a mandare curriculm in giro. Non ti si fila nessuno, manco gli “amici”.

10 Luglio 2007

Ciò che resta

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 9:50 am

Ben poco. Ecco quel che resta di un’esperienza lavorativa di più di sette anni, vissuta con impegno e passione. Non resta che dare le dimissioni, sempre che si possa usare questo termine per un’anziana ex-co.co.co e attuale co.co.pro. Un salto nel buio, visto che un altro lavoro ancora non ce l’ho. E chissà se ce l’avrò più, data l’età… Ma che fare se il nuovo “padrone” ti dice che la politica editoriale seguita dall’azienda finora è buona solo per “le chiacchiere da salotto”? Io in quelle chiacchiere da salotto c’ho creduto e ci credo ancora. Sono convinta ancora che sia possibile (anzi doveroso) percorrere nuove strade di distribuzione di contenuti didattici interattivi e usare la rete per innovare la didattica attraverso strumenti partecipativi. Non posso ora rinnegare le convinzioni che hanno animato tutto il mio gruppo di lavoro. E allora non resta che il salto nel buio.

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