me queda la palabra

14 Ottobre 2009

Biglietti da visita co-branding

Archiviato in: lavoro, professione, vita — ChC @ 10:36 pm
Tags: , , , ,

Scatto originale di Mara Celani per ChiaracalParecchio tempo fa avevo dedicato un post ai biglietti da visita. In realtà  i dubbi espressi allora sulla composizione dei malefici cartoncini erano solo il sintomo della (momentanea) perdita dell’identità professionale.  Dopo aver lasciato un ruolo in una azienda mi era difficile provare a definirmi solo per me stessa e non in relazione a qualcuno per cui lavoravo.

Parecchia acqua è passata sotto i ponti e oggi non ci provo neanche più a definirmi su un biglietto da visita. Non mi sembra più necessario. Quel rettangolino di carta  oggi contiene serenamente solo nome e cognome (niente titoli), cellulare, skype. Tutto qui.
Chi sono e cosa faccio lo si può trovare in rete.

Per questo sono proprio felice di aver appena ordinato su moo.com le mie nuove mini card: una micro operazione di co-branding con la mia amica Mara, straordinaria archi-fotografa, che mi ha regalato alcuni suoi bellissimi scatti. Quindi,  su un lato del biglietto ci saranno le sue foto (firmate), sull’altro… solo io :)

3 Giugno 2009

Un saluto farebbe la differenza

Nei primi due mesi passati nel mio nuovo ufficio, in un ente pubblico, ho fatto caso a un particolare sconcertante: in quel posto la maggior parte delle persone che si incontrano nei corridoi non saluta. Se non sono impegnate a parlare tra loro a gruppetti, sfilano silenziosamente con lo sguardo nel vuoto, evitando accuratamente di incrociare altri occhi. Io saluto tutti. Tutti quelli che incontro: impiegati di qualsiasi livello, operai, personale delle pulizie… Per educazione, in primo luogo. Me l’hanno insegnato da bambina e non sono riuscita a disimpararlo. Ma anche, e soprattutto, perché trovo tristissimo un luogo di lavoro così anonimo e impersonale, un posto dove la gente fa finta di non conoscersi, magari per anni, dove l’indifferenza e la maleducazione -tanto per chiamare le cose con il loro nome- fanno parte della quotidianità.
Non c’è da stupirsi poi se tutti hanno un’aria scocciata, se non perdono occasione per lamentarsi del lavoro e dei colleghi, se c’è così poca collaborazione tra un ufficio e un altro…

4 Maggio 2009

Semplificazione amministrativa

Archiviato in: lavoro, professione, pubblica amministrazione, semplificazione — ChC @ 3:57 pm

Da poco ho un nuovo lavoro in una PA. Un contratto di consulenza biennale.  Non è certo la prima volta, ne ho girate diverse di Amministrazioni pubbliche negli ultimi anni. Questa però batte tutti i record per complicazione.

Dopo il mio primo mese di collaborazione è venuto il momento del pagamento della prima parcella. Mi è stato spiegato dalla gentile signora che se ne occupa che per poter disporre il pagamento il responsabile dell’ufficio dovrà consegnarle ogni (OGNI!) mese:

  1. una relazione dettagliata sull’attività  in quei 30 giorni da me redatta e da lui controfirmata;
  2. copia debitamente compilata dell’atto con cui si dispone il pagamento;
  3. una decina di pagine di moduli compilati con tutte le informazioni fiscali, previdenziali ecc.;
  4. copia dell’autorizzazione da lui ricevuta a suo tempo per poter avviare il mio contratto;
  5. copia del contratto.

In totale una quindicina di fogli, rigorosamente consegnati a mano in formato cartaceo, non certo inviati  in formato elettronico.

Pensavo che scherzasse e mi veniva da ridere.  Viva la faccia della semplificazione!

11 Ottobre 2008

Etica del consulente

Archiviato in: etica, lavoro, vita — ChC @ 7:18 pm

Domanda da un milione di €: qual è il compito di un consulente?

  1. fare ciò che il cliente chiede e nulla più;
  2. cercare di portare il cliente ad una maggiore consapevolezza e autonomia di decisione nell’ambito per il quale ha chiesto consulenza e lasciarlo scegliere?

“La seconda che hai detto”, mi viene d’istinto. E anche se ci ragiono continuo a essere convinta che se qualcuno ti chiama perché sei “esperto” in qualcosa hai il dovere di guidarlo verso la scelta più evoluta. Altrimenti avrebbe anche potuto fare a meno di te. O no?

Ebbene, non avrei mai creduto di dovermi confrontare su una questione del genere nell’ambito di un team costituito per un progetto. Questo a me sembrava un assioma inconfutabile, ma ho scoperto che c’è qualcuno che preferisce fare il meno possibile, schermandosi dietro un continuo “questo non ci è stato richiesto”. Sinceramente mi pare… disonesto.
La vita, anche quella professionale riserva spesso nuove sorprese, non sempre gradite.

2 Luglio 2008

Curriculum: lo allego o non lo allego? questo è il dilemma

Archiviato in: lavoro, professione — ChC @ 3:48 pm
Tags:

interrogativoEravamo in tre, coetanei (non proprio… neolaureati, diciamo), tutti e tre in cerca di un nuovo lavoro, per motivi diversi. Prendevamo un caffè dopo pranzo alla Mondadori vicino a Fontana di Trevi, e il discorso è caduto casualmente sul faticosissimo lavoro di promozione di sé. Abbiamo così scoperto di avere idee diverse sull’invio del proprio curriculum via email. La Bionda lo manda in attach e ha una email standard che spara a tutti. Il Secco ed io invece siamo concordi nel non spedire mai il CV in allegato in prima battuta, se non espressamente richiesto. Il principio è: un brevissimo profilo nel corpo della email, dichiazione di disponibilità a mandare su richiesta un curriculum esteso e, soprattutto, da un po’ di tempo a questa parte un bel link al proprio profilo su linkedin.
Io inoltre ho confessato di aver smesso da tempo di mandare email standard, sempre uguali a tutti. La scrivo di volta in volta, “sulla persona” a cui la sto inviando. E costruisco anche quelle poche righe di autopresentazione sempre diversamente, cercando di mettere in evidenza quello che più potrebbe interessare a quella persona, in quel contesto…
Detta così sembra una strategia raffinata. In realtà è lecito nutrire qualche dubbio sulla sua efficacia, visto che finora sono riuscita a rimediare solo due contratti di 6 mesi ciascuno :-) )
Se qualcuno ha sperimentato un metodo migliore per “vendersi” professionalmente, sarei felice di prendere ispirazione.

13 Giugno 2008

Categorizzazioni

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole, vita — ChC @ 7:00 pm

magazine corriere della seraMi sono imbattuta sul Magazine del Corriere della sera di giovedì scorso nell’articolo “Ritrovare lavoro” di Luisa Pronzato. Non ero preparata psicologicamente a rispecchiarmi in una categoria, quella descritta nel pezzo: Una tristissima carrellata di miei più o meno coetanei che in comune hanno la difficoltà di ritrovare lavoro dopo aver lasciato (o essere stati lasciati) l’ultima occupazione.
Finora non mi ero sentita ancora parte di un fenomeno sociale riconosciuto. Potrebbe essere confortante (della serie: non dipende da me, ma è la congiuntura che è avversa). Invece m’ha dato un magone infinito. Questo è uno di quei casi in cui l’unione non fa la forza ma acuisce la debolezza.

3 Giugno 2008

Homo bradipus

Archiviato in: lavoro, vita — ChC @ 5:25 pm

bradipoTrovarsi a lavorare con un esemplare della specie dell’homo bradipus è quanto di più devastante possa capitare ad un tipo spiccialetti come me.
L’homo bradipus, tanto per intenderci, è quello che parla a voce bassa, lentissimamente, riflette su ogni cosa, pure quando deve dirti solo come si chiama. Che pensa a voce alta e ti illustra nel dettaglio ogni minuto passaggio che suo cervello. E’ quello che ti dice: “stavo pensando a una domanda da farti. [pausa] E la domanda che volevo farti è la seguente: [pausa] perché….”
L’homo bradipus non è uno sciocco, spesso è colto e preparato ma… è mortalmente leeeeento! Ed io non ho pazienza!

31 Maggio 2008

E’ ora di ricominciare

Archiviato in: disoccupazione, lavoro, parole — ChC @ 1:08 pm

Dopo lunghi mesi, forse è ora di ricominciare. Non è stato facile affrontare il cambiamento ma – fatti un po’ di conti – il cambiamento è sempre di gran lunga preferibile alla stagnazione.  C’è adrenalina, c’è ansia, c’è abbattimento e c’è euforia. Ma cambiare è vivere. Pensavo che le difficoltà lavorative mi avrebbero abbattuto di più. (E invece sono ben altre le cose che abbattono…)
Certo, rimediare contratti di apparente prestigio (e pochissimi soldi) e non riuscire a far nulla non è la soluzione migliore per chi cerca più una conferma delle proprie capacità che un’occasione di mero guadagno. E’ buffo, ti guardano tutti come fossi un marziano quando insisti per non stare con le mani in mano, per produrre qualcosa.
Comunque sia, niente si spreca. Si gira, si fanno cose, si vede gente, ci si organizza. Bisogna solo avere un po’ di pazienza (io non ne ho tanta, a dir la verità, è per questo che mordo un po’ il freno).
In fondo adesso ho finalmente preso coscienza che sono una “libera professionista” e che questo va bene per me. Non credo che ce la farei ormai a timbrare un cartellino ogni mattina.  L’importante è accorgersene.

8 Ottobre 2007

Cosa farò da grande?

Archiviato in: lavoro — ChC @ 3:31 pm

E’ questo il punto. Cosa voglio fare? In quale settore vorrei lavorare? Ho le idee un po’ confuse. Quanto ai contentuti, da una parte vorrei tornare agli antichi amori (politiche sociali), dall’altra non posso prescindere dall’esperienza della rete e delle tecnologie della comunicazione che ho vissuto negli ultimi 7 anni. Vorrei coniugare una passione mai dimenticata con gli strumenti che acquisito. Ma poi ci sono interessi mai coltivati abbastanza per mancanza di tempo che invece potrebbero invece essere un campo d’azione professionale… Questo per quel che rigurarda i contenuti.
Quanto invece alla struttura, be’ lì non cerco cose tanto diverse: mi interessa comunicare, quello che ho fatto finora. E mi interessa farlo con gli strumenti che so usare e con quelli che potrei imparare ad usare d’ora in avanti. Insomma, quanto ai mezzi non ho voglia di fermarmi, ma di scoprire le novità che sono l’unica cosa che ti tiene viva la mente.
Ma qui arriva il punto: la scelta dei soggetti a cui inviare il curriculum (che in genere ti ignorano). Finora ne ho inviati qui e là, a soggetti molti diversi, ma senza un filo conduttore. E’ arrivato il momento di riorganizzare le idee e di mettersi “al lavoro” con un po’ di coerenza!

13 Settembre 2007

Diario di una disoccupata

Archiviato in: lavoro, parole — ChC @ 5:53 pm

E’ così che dovrei titolare questo blog. Ritorno a scrivere dopo la pausa di agosto e la mia attuale condizione è quella di “disoccupata ufficiale”. Infatti, malgrado i rivolgimenti dell’ultimo momento, nell’azienda in cui ho passato gli ultimi 7anni della mia vita professionale non c’è più posto per il mio ruolo [sic]. E così è cominciata la fase 2, quella della ricerca vera di una nuova occupazione. Spero di non diventare troppo vecchia nel frattempo, ché già non sono più freschissima…

Pagina Successiva »

Blog su WordPress.com.