Girando per vari social network, da facebook a twitter, da linkedin a friendfeed e via dicendo, è già da diverso tempo che non riesco a distogliere l’attenzione dalle foto che gli iscritti pubblicano sui propri profili e con le quali decidono perciò di rappresentarsi.

Alcuni atteggiamenti-tipo sono ricorrenti:
c’è il diffidente che, sì, si è iscritto, ma la faccia proprio no, quella non ce la mette e al posto della propria foto carica un’immagine d’altro tipo, paesaggio o pupazzetto che sia, a mo’ di avatar, anche se non siamo su second life.
C’è il prudente, quello che la propria foto la inserisce, ma da lontano, che si vede e non si vede, perché “mi sono iscritto ma non so ancora se mi va di metterci la faccia”.
C’è il rilassato, che carica sul profilo una foto “normale”, più o meno sorridente, per presentarsi agli altri così com’è e farsi riconoscere, perché “diamine! che ci stai a fare su feisbuc sennò?”. Non ha particolari aspettative se non quella di incontrare e connettersi a persone che conosce.
C’èi l narciso-egocentrico, che inserisce nel profilo non una ma 150 foto, le cambia di continuo perché è convinto che una vasta platea non aspetti altro che vedere “come apparirà oggi?”. E si bea della propria immagine.
Ma la mia passione sono quelli che sul social network scoprono la propria occasione unica per rappresentare la parte di sé che nella vita reale non hanno la possibilità o il coraggio di tirar fuori.
E così spuntano, inaspettate, foto “piacionissime” nei profili virtuali di persone insospettabili: profili misteriosi, sguardi maliardi, ghigni da pantera, broncetti sensuali…
Ecco che trovi l’amico, da trent’anni impeccabile e fin troppo compito nei suoi completi classici, che ti accoglie su facebook a torso nudo; la vecchia compagna di scuola, ormai inesorabilmente sovrappeso, che sfoggia sullo schermo del tuo PC un primo piano (meglio nascondere il resto!) tiratissimo e aggressivo della serie “se non sono Angelina Jolie poco ci manca!”; il professionista preparato e intelligente che incontri in tutti i convegni e barcamp che camuffa il suo quotidano aspetto da supplì in un’immagine “che manco George Clooney”…
Insomma, gli incontri nelle “piazze” della rete riservano sorprese, spesso divertenti, a volte un po’ patetiche. Ma in fondo anche questo è un modo per conoscere delle persone che incontri aspetti della personalità che altrimenti non vedresti mai.
(E mi chiedo inevitabilmente chissà cosa vedono gli altri nel mio modo di rappresentarmi?)

“PC ed altri dispositivi informatici andranno lasciati al guardaroba in conformità alle disposizioni impartite dall’ufficio di sicurezza della Camera“.
Provo a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle ma non ci riesco: facebook, twitter, friendfeed… non riesco a tenerli insieme e a “dominarli”.