Troppo carino questo bannerino messo a disposizione da Stefano su Facebook nel forum del gruppo Non ammazzare la lingua italiana. UN PO’ si scrive con l’apostrofo, QUAL È si scrive senza
23 Novembre 2008
Un po’
13 Giugno 2008
Categorizzazioni
Mi sono imbattuta sul Magazine del Corriere della sera di giovedì scorso nell’articolo “Ritrovare lavoro” di Luisa Pronzato. Non ero preparata psicologicamente a rispecchiarmi in una categoria, quella descritta nel pezzo: Una tristissima carrellata di miei più o meno coetanei che in comune hanno la difficoltà di ritrovare lavoro dopo aver lasciato (o essere stati lasciati) l’ultima occupazione.
Finora non mi ero sentita ancora parte di un fenomeno sociale riconosciuto. Potrebbe essere confortante (della serie: non dipende da me, ma è la congiuntura che è avversa). Invece m’ha dato un magone infinito. Questo è uno di quei casi in cui l’unione non fa la forza ma acuisce la debolezza.
31 Maggio 2008
E’ ora di ricominciare
Dopo lunghi mesi, forse è ora di ricominciare. Non è stato facile affrontare il cambiamento ma – fatti un po’ di conti – il cambiamento è sempre di gran lunga preferibile alla stagnazione. C’è adrenalina, c’è ansia, c’è abbattimento e c’è euforia. Ma cambiare è vivere. Pensavo che le difficoltà lavorative mi avrebbero abbattuto di più. (E invece sono ben altre le cose che abbattono…)
Certo, rimediare contratti di apparente prestigio (e pochissimi soldi) e non riuscire a far nulla non è la soluzione migliore per chi cerca più una conferma delle proprie capacità che un’occasione di mero guadagno. E’ buffo, ti guardano tutti come fossi un marziano quando insisti per non stare con le mani in mano, per produrre qualcosa.
Comunque sia, niente si spreca. Si gira, si fanno cose, si vede gente, ci si organizza. Bisogna solo avere un po’ di pazienza (io non ne ho tanta, a dir la verità, è per questo che mordo un po’ il freno).
In fondo adesso ho finalmente preso coscienza che sono una “libera professionista” e che questo va bene per me. Non credo che ce la farei ormai a timbrare un cartellino ogni mattina. L’importante è accorgersene.
26 Settembre 2007
Guardando al futuro: la mia Itaca
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Costantinos Kavafis
23 Settembre 2007
Una poesia che mi frulla in testa
Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l’immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le vene
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel piccolo volo
che ti confonde il viso.
Patrizia Cavalli
16 Settembre 2007
Non tutti i mali vengono per nuocere
In questi giorni ho parecchio tempo per riflettere. E naturalmente mi arrovello sulla condizione attuale che, paradossalmente, presenta persino diversi lati positivi. Per esempio:
- Intanto si può finalmente andare in palestra di mattina, a mente fresca e corpo riposato, per affrontare la mitica lezione dell’istruttrice bravissima che ti scrocchia dalla testa ai piedi e ti fa sentire sportivissima.
- ci si può dedicare al turismo locale, facendo infine l’agognato giro della città in bus turistico, ben confusa tra la folla di turisti giapponesi e russi.
- si può andare a mostre/musei sempre relegati in fondo alla lista di tutte le attività possibili nella vita frenetica
- varie ed eventuali
Magari, tra un’attività ricreativa, una visita culturale, un pranzo e/o cena con le amiche, un passaggio dall’estetista… si può provare anche a mandare qualche curriculum in giro.
13 Settembre 2007
Diario di una disoccupata
E’ così che dovrei titolare questo blog. Ritorno a scrivere dopo la pausa di agosto e la mia attuale condizione è quella di “disoccupata ufficiale”. Infatti, malgrado i rivolgimenti dell’ultimo momento, nell’azienda in cui ho passato gli ultimi 7anni della mia vita professionale non c’è più posto per il mio ruolo [sic]. E così è cominciata la fase 2, quella della ricerca vera di una nuova occupazione. Spero di non diventare troppo vecchia nel frattempo, ché già non sono più freschissima…
30 Luglio 2007
Colpi di scena e situazioni dubbie
Contrordine. O forse no. Non sono più disoccuputa. O forse sì. La situazione non è chiara. L’azienda è tornata nelle mani del suo fondatore, che stava per esserne espropriato. Allora tutto tornerà come prima? Per (quasi) tutti, ma forse per me. In questa complicata vicenda sono stata iscritta nel registro nero dei “cattivi”, per aver dato le dimissioni tardivamente. E’ stato considerato riprovevole l’aver ritardato e gretta la motivazione economica: contare almeno su 2 ultime mensilità (con il preavviso). Dopo sette anni di contratto precario che non prevede ovviamente nessun tipo di liquidazione, vuoi pure preoccuparti di 2 mesi di stipendio?!
24 Luglio 2007
Non mi resta che piangere
Ho spedito la lettera di dimissioni. Oggi. Se di dimissioni si può parlare nel caso di un contratto cocopro. Qualunque cosa fosse quel foglio di carta, redatto con cura secondo le rigorose indicazioni del marito/avvocato, è stato spedito. Era un po’ che l’avevo preparato ma qualcosa mi tratteneva… Mi è sempre così difficile scrivere la parola fine sulle cose. Eppure non c’era altra scelta. Quel che resta dell’azienda in cui ho lavorato per 7 anni non è altro che uno zombie. E’ necessario trovare altre strade, anche se al momento ho qualche dubbio che se ne possano aprire. Sarà il caldo, sarà lo stress, sarà… ma non riesco a pensare positivo al momento.
Mi ero ripromessa di tracciare qui un diario autoironico di questa vicenda, ma al momento lo sconforto prevale e non riesco a riderci troppo su. Sarà meglio riprovare in un altro momento.
16 Luglio 2007
Futuro
Ho mandato in giro un po’ di curriculum, ma finora nessuno mi si fila. Il mio destino è quello della casalinga? Lustrare inutilmente una casa dove i figli stanno sempre meno e il marito è di passaggio la sera, ma sogna avventurose escursioni in montagna?
Ironia del destino: ho passato anni faticosi in cui con i figli piccoli investivo interamente i miei (scarsi) guadagni per pagare tate e colf che mi consentissero di mantenere un piedino nel mondo del lavoro. Un sacrificio necessario, mi dicevo. Non ho messo da parte un soldo ovviamente, pensando di investirli per garantirmi un futuro professionale, non appena i figli fossero cresciuti e divenuti più autonimi. Be’, ora che quel momento è arrivato, ora che i figli sono al liceo e vanno dovunque per conto loro, proprio ora io rischio di trasformarmi mio malgrado in quella casalinga che non ho mai voluto essere prima. A
