Parecchio tempo fa avevo dedicato un post ai biglietti da visita. In realtà i dubbi espressi allora sulla composizione dei malefici cartoncini erano solo il sintomo della (momentanea) perdita dell’identità professionale. Dopo aver lasciato un ruolo in una azienda mi era difficile provare a definirmi solo per me stessa e non in relazione a qualcuno per cui lavoravo.
Parecchia acqua è passata sotto i ponti e oggi non ci provo neanche più a definirmi su un biglietto da visita. Non mi sembra più necessario. Quel rettangolino di carta oggi contiene serenamente solo nome e cognome (niente titoli), cellulare, skype. Tutto qui.
Chi sono e cosa faccio lo si può trovare in rete.
Per questo sono proprio felice di aver appena ordinato su moo.com le mie nuove mini card: una micro operazione di co-branding con la mia amica Mara, straordinaria archi-fotografa, che mi ha regalato alcuni suoi bellissimi scatti. Quindi, su un lato del biglietto ci saranno le sue foto (firmate), sull’altro… solo io
Da poco ho un nuovo lavoro in una PA. Un contratto di consulenza biennale. Non è certo la prima volta, ne ho girate diverse di Amministrazioni pubbliche negli ultimi anni. Questa però batte tutti i record per complicazione.
“PC ed altri dispositivi informatici andranno lasciati al guardaroba in conformità alle disposizioni impartite dall’ufficio di sicurezza della Camera“.
Una noiosa riunione di lavoro, una delle tante a cui ogni professionista è assuefatto. La conversazione va avanti svogliata, ognuno dei partecipanti vorrebbe essere altrove, è ovvio. Eppure sarabbe educato fingere, se non proprio coinvolgimento, almeno una dignitosa attenzione professionale.
Eravamo in tre, coetanei (non proprio… neolaureati, diciamo), tutti e tre in cerca di un nuovo lavoro, per motivi diversi. Prendevamo un caffè dopo pranzo alla
Erano mesi che pensavo di dovermi dotare di un biglietto da visita ma non riuscivo a decidermi. Sembra facile… Quando lavori per un’azienda, sia da consulente sia da dipendente, ci pensano loro. Ti danno un ruolo, ti definiscono e fanno in modo che ti presenti per quello che sei relativamente a loro. Quando metti in mano a qualcuno quel rettangolino di carta, che magari neppure ti piace, puoi dare per scontate diverse cose.