Nei primi due mesi passati nel mio nuovo ufficio, in un ente pubblico, ho fatto caso a un particolare sconcertante: in quel posto la maggior parte delle persone che si incontrano nei corridoi non saluta. Se non sono impegnate a parlare tra loro a gruppetti, sfilano silenziosamente con lo sguardo nel vuoto, evitando accuratamente di incrociare altri occhi. Io saluto tutti. Tutti quelli che incontro: impiegati di qualsiasi livello, operai, personale delle pulizie… Per educazione, in primo luogo. Me l’hanno insegnato da bambina e non sono riuscita a disimpararlo. Ma anche, e soprattutto, perché trovo tristissimo un luogo di lavoro così anonimo e impersonale, un posto dove la gente fa finta di non conoscersi, magari per anni, dove l’indifferenza e la maleducazione -tanto per chiamare le cose con il loro nome- fanno parte della quotidianità.
Non c’è da stupirsi poi se tutti hanno un’aria scocciata, se non perdono occasione per lamentarsi del lavoro e dei colleghi, se c’è così poca collaborazione tra un ufficio e un altro…
3 Giugno 2009
Un saluto farebbe la differenza
4 Maggio 2009
Semplificazione amministrativa
Da poco ho un nuovo lavoro in una PA. Un contratto di consulenza biennale. Non è certo la prima volta, ne ho girate diverse di Amministrazioni pubbliche negli ultimi anni. Questa però batte tutti i record per complicazione.
Dopo il mio primo mese di collaborazione è venuto il momento del pagamento della prima parcella. Mi è stato spiegato dalla gentile signora che se ne occupa che per poter disporre il pagamento il responsabile dell’ufficio dovrà consegnarle ogni (OGNI!) mese:
- una relazione dettagliata sull’attività in quei 30 giorni da me redatta e da lui controfirmata;
- copia debitamente compilata dell’atto con cui si dispone il pagamento;
- una decina di pagine di moduli compilati con tutte le informazioni fiscali, previdenziali ecc.;
- copia dell’autorizzazione da lui ricevuta a suo tempo per poter avviare il mio contratto;
- copia del contratto.
In totale una quindicina di fogli, rigorosamente consegnati a mano in formato cartaceo, non certo inviati in formato elettronico.
Pensavo che scherzasse e mi veniva da ridere. Viva la faccia della semplificazione!