Un viaggio della memoria, dopo quasi 30 anni. Questo è stato il mio breve ritorno nella città della Spagna che più amo: Salamanca, dove ho studiato tanto, tanto tempo fa. Ci sono tornata in treno, come allora, ma questa volta con mia figlia, che ha 16 anni, mentre io, la prima volta, ne avevo 19.
Ho ritrovato tutto, come un tempo: la casa dove abitavo, il primo collegio, l’Università, la Plaza Mayor, il Puente Romano, le due Cattedrali… tutto intatto. Un po’ più ripulito di un tempo, ma non stravolto. E sì che la pauradi rimanere delusa era tanta. Ma questi due giorni scarsi di soggiorno mi hanno lasciato una gran voglia di ritornarci al più presto.
6 Luglio 2009
con destino Salamanca
3 Marzo 2009
Elogio della fuga
“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.”
Henry Laborit, Elogio della fuga
14 Agosto 2008
Cefalonia, il ritorno
Dopo 4 anni domani torno finalmente a Cefalonia. E’ un’isola bellissima. Ma quello che ha reso speciale il precedente soggiorno è stata la scoperta della storia e dei luoghi della tragedia italiana della Divisione Acqui del 1943. Una pagina di storia che le persone della mia generazione non hanno mai trovato nei manuali scolastici. Anche questa volta porto con me e rileggerò il bellissimo libro di Alfio Caruso “Italiani dovete morire“.