me queda la palabra

24 Novembre 2009

Nativi digitali

Archiviato in: eventi, internet, vita — ChC @ 6:24 pm
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Fa piacere incontrare giovani che realizzano progetti innovativi, che hanno idee, sogni,  e l’entusiasmo per portarli a termine.

Una bella boccata di ottimismo. Ecco cosa è stato l’incontro con un gruppo di “nativi digitali” organizzato nell’ambito di Capitale Digitale, mercoledì scorso in Campidoglio.

Ecco il servizio de La 7

14 Ottobre 2009

Biglietti da visita co-branding

Archiviato in: lavoro, professione, vita — ChC @ 10:36 pm
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Scatto originale di Mara Celani per ChiaracalParecchio tempo fa avevo dedicato un post ai biglietti da visita. In realtà  i dubbi espressi allora sulla composizione dei malefici cartoncini erano solo il sintomo della (momentanea) perdita dell’identità professionale.  Dopo aver lasciato un ruolo in una azienda mi era difficile provare a definirmi solo per me stessa e non in relazione a qualcuno per cui lavoravo.

Parecchia acqua è passata sotto i ponti e oggi non ci provo neanche più a definirmi su un biglietto da visita. Non mi sembra più necessario. Quel rettangolino di carta  oggi contiene serenamente solo nome e cognome (niente titoli), cellulare, skype. Tutto qui.
Chi sono e cosa faccio lo si può trovare in rete.

Per questo sono proprio felice di aver appena ordinato su moo.com le mie nuove mini card: una micro operazione di co-branding con la mia amica Mara, straordinaria archi-fotografa, che mi ha regalato alcuni suoi bellissimi scatti. Quindi,  su un lato del biglietto ci saranno le sue foto (firmate), sull’altro… solo io :)

6 Ottobre 2009

“La P38 e la mela”

Mercoledì 7 ottobre a Roma (Palazzo Marini, ore 17.30), l’amico Pio Cerocchi presenta il suo ultimo libro, La P38 e la mela (edizioni Itaca) scritto insieme a Saverio Allevato.

Il libro racconta le origini della comunità di Comunione e Liberazione a Roma, il suo sviluppo negli anni Settanta intrecciato profondamente con personaggi e avvenimenti che hanno segnato la storia italiana: dalla fondazione de Il Sabato e del Movimento Popolare, all’amicizia con Aldo Moro, dagli incontri con Giovanni Paolo II, fino agli attacchi politici e alle violenze culminate con il grave ferimento di Lucio Brunelli e con l’omicidio del poliziotto Mariano Romiti. E’ proprio l’omicidio di Romiti da parte delle Br l’episodio centrale  del libro, da cui deriva anche il titolo:
Si era preparato ad affrontare un nemico armato e risoluto, invece Romiti si lasciò ammazzare senza un gesto. Dario prima di scappare prese la sua borsa, certo che contenesse un’arma che avrebbe fatto comodo all’organizzazione. C’era solo una mela“.

Con Allevato e Cerocchi ci saranno Giulio Andreotti, Massimo D’Alema, Franco Marini e Roberto Formigoni. Moderare il dibattito il professor Massimo Borghesi, dell’Università di Perugia.

6 Luglio 2009

con destino Salamanca

Archiviato in: viaggi, vita — ChC @ 10:13 pm
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destino_salamancaUn viaggio della memoria, dopo quasi 30 anni. Questo è stato il mio breve ritorno nella città della Spagna che più amo:  Salamanca, dove ho studiato tanto, tanto tempo fa. Ci sono tornata in treno, come allora, ma questa volta con mia figlia, che ha 16 anni, mentre io, la prima volta, ne avevo 19.
Ho ritrovato tutto, come un tempo: la casa dove abitavo, il primo collegio, l’Università, la Plaza Mayor, il Puente Romano, le due Cattedrali… tutto intatto. Un po’ più ripulito di un tempo, ma non stravolto. E sì che la pauradi rimanere delusa era tanta. Ma questi due giorni scarsi di soggiorno mi hanno lasciato una gran voglia di ritornarci al più presto.

3 Giugno 2009

Un saluto farebbe la differenza

Nei primi due mesi passati nel mio nuovo ufficio, in un ente pubblico, ho fatto caso a un particolare sconcertante: in quel posto la maggior parte delle persone che si incontrano nei corridoi non saluta. Se non sono impegnate a parlare tra loro a gruppetti, sfilano silenziosamente con lo sguardo nel vuoto, evitando accuratamente di incrociare altri occhi. Io saluto tutti. Tutti quelli che incontro: impiegati di qualsiasi livello, operai, personale delle pulizie… Per educazione, in primo luogo. Me l’hanno insegnato da bambina e non sono riuscita a disimpararlo. Ma anche, e soprattutto, perché trovo tristissimo un luogo di lavoro così anonimo e impersonale, un posto dove la gente fa finta di non conoscersi, magari per anni, dove l’indifferenza e la maleducazione -tanto per chiamare le cose con il loro nome- fanno parte della quotidianità.
Non c’è da stupirsi poi se tutti hanno un’aria scocciata, se non perdono occasione per lamentarsi del lavoro e dei colleghi, se c’è così poca collaborazione tra un ufficio e un altro…

3 Marzo 2009

Elogio della fuga

Archiviato in: libri, viaggi, vita — ChC @ 11:31 am
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“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.”
Henry Laborit, Elogio della fuga

29 Gennaio 2009

Social network e rappresentazione di sé

Archiviato in: internet, leggo anche, vita — ChC @ 11:00 pm
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Girando per vari social network, da facebook a twitter, da linkedin a friendfeed e via dicendo, è già da diverso tempo che non riesco a distogliere l’attenzione dalle foto che gli iscritti pubblicano sui propri profili e con le quali decidono perciò di rappresentarsi.

Alcuni atteggiamenti-tipo sono ricorrenti:

c’è il diffidente che, sì, si è iscritto, ma la faccia proprio no, quella non ce la mette e al posto della propria foto carica un’immagine d’altro tipo, paesaggio  o pupazzetto che sia, a mo’ di avatar, anche se non siamo su second life.

C’è il prudente, quello che la propria foto la inserisce, ma da lontano, che si vede e non si vede, perché “mi sono iscritto ma non so ancora se mi va di metterci la  faccia”.

C’è il rilassato, che carica sul profilo una foto “normale”, più o meno sorridente, per presentarsi agli altri così com’è e farsi riconoscere, perché “diamine! che ci stai a fare su feisbuc  sennò?”.  Non ha particolari aspettative se non quella di incontrare e connettersi a persone che conosce.

C’èi l narciso-egocentrico, che inserisce nel profilo non una ma 150 foto, le cambia di continuo perché è convinto che una vasta platea non aspetti altro che vedere “come apparirà oggi?”. E si bea della propria immagine.

Ma la mia passione sono quelli che sul social network scoprono la propria occasione unica per rappresentare la parte di sé che nella vita reale non hanno la possibilità o il coraggio di tirar fuori.
E così spuntano, inaspettate, foto “piacionissime” nei profili virtuali di persone insospettabili: profili misteriosi, sguardi maliardi, ghigni  da pantera, broncetti sensuali…

Ecco che trovi l’amico, da trent’anni impeccabile e fin troppo compito nei suoi completi classici, che ti accoglie su facebook a torso nudo; la vecchia compagna di scuola, ormai inesorabilmente sovrappeso, che sfoggia sullo schermo del tuo PC un primo piano (meglio nascondere il resto!) tiratissimo e aggressivo della serie “se non sono Angelina Jolie poco ci  manca!”; il professionista preparato e intelligente che incontri in tutti i convegni e barcamp che camuffa il suo quotidano aspetto da supplì in un’immagine “che manco George Clooney”…

Insomma, gli incontri nelle “piazze” della rete riservano sorprese, spesso divertenti, a volte un po’ patetiche. Ma in fondo anche questo è un modo per conoscere delle persone che incontri  aspetti della personalità che altrimenti non vedresti mai.

(E mi chiedo inevitabilmente chissà cosa vedono gli altri nel mio modo di rappresentarmi?)

16 Gennaio 2009

Appuntamenti mancati

Archiviato in: eventi, vita — ChC @ 9:16 am
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Avrei voluto commentare l’evento al quale intedenvo partecipare ieri: Cultura digitale e politica dell’innovazione.  Avrei voluto ma non posso, perché faccio parte della schiera di persone che pur essendosi registrate, pur avendo ricevuto regolare conferma via email, non sono ugualmente riuscite ad entrare nella sala delle colonne della Camera dei Deputati.
L’appuntamento era organizzato (male!) dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione. E sarà difficile che ripeta l’esperienza.
E’ stata comunque l’occasione per fare una chiacchierata piacevolissima e probabilmente molto più divertente   con due amici davanti a un caffè. Non tutti i mali vengono per nuocere :-)

Certo mi è rimasta la curiosità di sapere che cosa avrebbe detto Gabriella Carlucci della cultura digitale e dell’innovazione.

13 Gennaio 2009

Qualcosa di meravigliosamente superfluo

Archiviato in: libri, vita — ChC @ 10:06 pm
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Con enorme soddisfazione oggi ho compiuto un atto meravigliosamente superfluo: mi sono iscritta al corso “Hablar de leer” organizzato dall’Instituto Cervantes di Roma. Due ore ogni mercoledì pomeriggio fino al 4 marzo a parlare di libri (di carta!) in spagnolo. Cosa può esserci di più gustoso e meno attinenente alle mie necessità professionali? È proprio questo il bello: decidere di fare una cosa per  puro piacere.
Speriamo che il corso sia all’altezza delle mie inevitabilmente enormi aspettative. Riuscirà questa attività a risollevarmi dai lunghi mesi riempiti di lavoro solitario e fisioterapia??

7 Gennaio 2009

Confusione di inizio d’anno

social_networksProvo a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle ma non ci riesco: facebook, twitter, friendfeed… non riesco a tenerli insieme e a “dominarli”.
Altro che nativa digitale, mi sento un’immigrata ma di quelle con la valigia di cartone tenuta con lo spago!

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